Sedegliano
Mulino di Rivis
 Di mulini, nella località oggi conosciuta come Rivis a Sedegliano, de ripis che in latino vuol dire "sulle rive" quelle, vicine, del fiume Tagliamento, ve ne erano almeno tre, tutti documentati.
Il più antico, conosciuto come "del Viso" fu donato per
eredità, nel 1382, alla chiesa locale di Santa Giustina di Pozzo; quello
battezzato "di campagna", o "Mulinat" si trovava a sud di Rivis, ai
confini con la località di Gradisca, finì danneggiato senza rimedio
durante la ritirata degli austriaci di fronte alle truppe di Napoleone
nel 1801. Infine, quello "nuovo", «di quattro ruote con suoi pestelli»,
la cui "presa" (deviazione d'acqua dalla roggia) fu concessa nel 1774 a
tali Valentino Pressacco e Angelo Mitri (l’attività del mulino iniziò
ufficialmente due anni dopo, nel 1776) dal Giurisdicente della
Serenissima e che, nel 1926, conobbe una svolta tecnologica epocale:
dalle ruote di legno e i palmenti (o macine) in pietra, che oggi si
possono ancora ammirare nella parete di fronte all'ingresso, si passò
infatti al più efficiente sistema della turbina elettrica e dei cilindri
rigati.
Oggi il Mulino di Rivis unico testimone dell’arte molitoria
antica a Sedegliano è stato trasformato in contenitore culturale e in
laboratorio dell’arte molitoria.
All’interno, attraverso un viaggio affascinante, si riscopre questa antica attività con un percorso didattico – documentale.
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